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Ritratto di Gian Lorenzo Bernini

gian lorenzo bernini

Ritratto di Gian Lorenzo Bernini

Ritrattista di fama mondiale Gian Lorenzo Bernini realizzo importanti ritratti di personaggi di rilievo dell’epoca. Anche lui in vecchiaia diventò però protagonista di un ritratto realizzato da uno dei suoi bracci destri: Giovan Battista Gaulli. Il ritratto ora conservato nella Galleria Nazionale della Scozia è stato ispirazione e testimonianza dell’aspetto del Bernini.

 

Giovan Battista Gaulli: descrizione del Ritratto di Gian Lorenzo Bernini

Gian Lorenzo Bernini venne ritratto da Giovan Battista Gaulli quando l’artista era sulla settantina. Infatti, si può notare dal dipinto come Bernini fosse in età avanzata, anche sé nonostante ciò conservava un aspetto distinto, brillante, e unico da architetto e scultore di grande rilievo.

Il quadro si rappresenta con uno sfondo scuro e l’illuminazione drammatica che ha contribuito a dare al ritratto un grande impatto artistico.

La prontezza dell’artista e del gesto animato si denota all’interno del quadro che emerge dal gesto animato e dalle pieghe del mantello. Il dipinto dopo essere stato definito è diventato il modello per il frontespizio inciso alla biografia del Bernini al fine della creazione del ritratto ufficiale del Bernini nell’Accademia Romana a San Luca.

Oggi il dipinto di Gian Lorenzo Bernini è un’opera famosa che ha permesso nel corso degli anni di avere un’immagine fedele dell’artista e dell’uomo. Di certo, Gaulli grande ritrattista, è riuscito a capire e riunire al meglio all’interno del dipinto le caratteristiche del famoso artista italiano.

Forse ad aiutare la buona riuscita del dipinto, anche, il forte legame che i due avevano instaurato nella loro carriera artistica. Infatti, Gaulli all’inizio del suo percorso artistico collaborò con Bernini, e lo stesso artista, gli passò diversi lavori in chiese, monumenti e palazzi italiani.

 

Giovan Battista Gaulli: storia e arte del ritrattista del Bernini

Giovan Battista Gaulli si è formato in patria sotto la guida di Luciano Borzone, dove conobbe l’arte di Anton Van Dick e di Rubens dai quali riuscì ad assimilare la pennellata libera e pastosa, e la vasta gamma di colori usati da parte degli artisti.

Gaulli si stabilì a Roma nel 1657, dopo che a causa della pestilenza a Genova aveva perso tutta la sua famiglia. Dopo essere giunto a Roma entrò poco dopo all’interno dell’entourage di Gian Lorenzo Bernini del quale divenne tra i collaboratori più dotati grazie a una buona affinità sia di gusto artistico sia di temperamento.

Infatti, fu proprio Bernini a raccomandarlo per la decorazione dei pennacchi presenti sulla cupola di Sant’Agnese in Agone, dove era stato estromesso dal cantiere il Borromini. Questo lavoro lo introdusse presso i Gesuiti, facendogli ottenere il compito di decoratore della Chiesa del Gesù, che affresco la volta, la cappella di Sant’Ignazio e il presbiterio.

 

Giovan Battista Gaulli e il ciclo del Gesù

Uno dei capolavori di Giovan Battista Gaulli è sicuramente il Ciclo del Gesù, un’opera che è stata completata anche dal sapiente uso dello stucco del ticinese Raggi. In ogni caso, all’unanimità viene considerato un vero e proprio capolavoro da parte di Giovan Battista Gaulli per il moto vertiginoso e vorticoso dei personaggi che sembrano traboccare, grazie a un’illusione, dalla cornice del quadro. Quest’opera è considerata un capolavoro per l’unicum che si è creato nel realizzarla tra la scultura, l’architettura tipica barocca e la scultura.

 

Ultime opere e ritratti

Bernini che aveva grande stima di Gaulli come pittore e artista, gli richiese l’operato destinato alle pale d’altare a Sant’Andrea al Qurinale e anche a San Francesco a Ripa. Sono stati, comunque, molti i motivi stilistici che Galli ha preso dal Bernini.

In primis, si vede il movimento vorticoso del barocco che anima panneggi e figure, ma anche il trasporto con il quale tutti i suoi personaggi venivano raffigurati. Naturalmente oltre al Bernini non bisogna dimenticare anche l’influenza su di lui del Correggio.

Dopo qualche anno fuori dall’Italia Gaulli tornò a Roma per occuparsi degli affreschi per la volta della Basilica dei Santi Apostoli, dove realizzò la sua opera che prende il nome del Trionfo dell’ordine francescano.

Per quest’opera fu fortemente ispirato per quanto riguarda l’uso ottimale della prospettiva da sotto in su a un’altra opera ossia l’Ascensione di Cristo, realizzata da Melozzo da Forlì, che allora però era visibile all’interno della stessa chiesa.

Infine, sempre a Roma iniziò a lavorare ai cartoni per i mosaici che dovevano decorare la cappella battesimale della Basilica di San Pietro, che però non riuscì a ultimare prima della sua morte, infatti venne realizzata poi da Francesco Trevisani.

Gaulli però non è stato solo un grande artista ma anche un ottimo ritrattista. Oltre al Ritratto di Gian Lorenzo Bernini si occupò anche di ritrarre altre grandi personalità dell’epoca. Tra questi c’erano: Clemente IX, Clemente X, l’Abate Giuseppe Renato Imperiali e anche il Cardinale Alfonso Litta.

In ambito romano, nel corso della sua vita la fama di Gaulli lo portò a nomine prestigiose. Su tutte ci fu la nomina a Principe dell’Accademia di San Luca che gli venne data nel 1674.

 

 

 

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